Gli apologi del signor Giulio Cesare Capaccio, gentil'huomo del serenissimo signor duca d'Vrbino; con le Dicerie morali, oue quasi con viui colori al modo cortegiano l'humana vita si dipinge, la malignità si scopre, la bizzarria de' ceruelli si castiga, la frode si scaccia, la mattezza si punisce, al poco saper di gli huomini si prouede, e di tutti i ciuili costumi si fà paragone (1619)
DEL fATACCIO. rire. E prefto rnuore^chi fpeflb coi penfiero della morte fi raggfracoirSeneeav Parce tenturis tibimdrs :p aramur . Sis licet fegnis 5 properamus ipli Purtra Barbari ^itijiielle nobili menfe^ vn cadaue- ro di legno fi moftraua , e diceafi 3 T u che beui , cofi mo- rirai *f zlon-^i… … Neghitofo mi par , meco ti moslri Grau Dio ( dijfeil Qtmel-) che’nfi gran carpo Armi non defit quali al Bue > che*l corno Incontro a gli animali ardit-o rnuoue . Pofcia j, che quel c!i 10 diedi , e biafmi ^ e fpreggi (7 \ifp°fe Gioue ) borgid ti priuo > e tolgo Le grandi orerchie , e dei tuo merto…
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