Gli apologi del signor Giulio Cesare Capaccio, gentil'huomo del serenissimo signor duca d'Vrbino; con le Dicerie morali, oue quasi con viui colori al modo cortegiano l'humana vita si dipinge, la malignità si scopre, la bizzarria de' ceruelli si castiga, la frode si scaccia, la mattezza si punisce, al poco saper di gli huomini si prouede, e di tutti i ciuili costumi si fà paragone (1619)
DEL CAP ACCIO. + O la va male, quando gli fcalpelli non fan f vfficio ^ e i vitii vi parturifcono i figiiuolini « E chi pratica* a belfa- gio li rifente. Perche fono quelle Statue di cui difiela Volpe . D it emi voij e qual bel capo e quelioy fa’e cosi vago j e cbe non ba ceruelloi SCIMMIA, E VOLPE* … zAl dolce fuon , cbe rifonar facea f Per le campagne , e le frondute felue Dei Tracio fonator t arguta cetra > farfero gli animali vmti in fcbiera 5 T ra quali anco la Scimmia comparue St mdi a poco imitatrice al fuono Volfe allettar le curiofe Piere * Trouojf iui la Volpe * e dijfe j Mai TSlon…
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