SCENA QVARTA. IN è di me ti curar > ch’allor felice Saro j quando farai tu fortunato . Mar Madre il tutto farò> ma fen^a noi !?^onsò come potrò >uìuer contentò * Altri iionconofiendo in quella terra „ lo refi ero f e promettete voi Dì toflo ritornare a riue dermi y Ma fe non fete voi qual e mia… … Dunque beltà pregiata y e peregrina Deurà godere empio T iranno infame ì 0 difinefle^o troppo ingiufie brame y Che pr onocate a f degno ^ Cinti di impene trabil diamante > 1 numi eterni del T art areo Regno j Come inerme j e tremante Difenderai tua uita , (fontro la mano ardita
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